Ubon: 12 “camicie rosse” condannate per incendio al municipio

Dodici manifestanti appartenenti alle famose “red-shirt” sono stati condannati al carcere per periodi che vanno da otto mesi a 34 anni per il loro coinvolgimento in un attacco incendiario al palazzo comunale di Ubon Ratchathani durante le rivolte anti-governative dello scorso anno. Erano 21 gli imputati sotto processo per il coinvolgimento nell’attacco incendiario a dello scorso maggio.

Incendio city hall Ubon Ratchathani

Incendio city hall Ubon Ratchathani

Tutti gli imputati sono stati inizialmente accusati di violazione delle leggi internazionali di sicurezza, per terrorismo e incendio doloso. Il verdetto, originariamente previsto per il 5 settembre dal tribunale provinciale di Ubon Ratchathani, è stato anticipato a ieri.

Nove degli imputati sono stati assolti per mancanza di prove. L’imputato più conosciuto (il noto conduttore radiofonico Pichet Thabutda) è stato condannato ad un anno di carcere per incitamento alla rivolta e per aver persuaso altri ad unirsi alla rivolta. Pichet, noto anche come DJ Toy, è stato prosciolto da altre accuse perché ha convinto la corte che lui non era presente nell’edificio provinciale quando venne appiccato l’incendio.

Quattro rivoltosi, Patama Moolmee, Thirawat Sajasuwan, Somsak Prasansap e Sanong Ketsuwan sono stati condannati all’ergastolo, ma le loro sentenze sono state commutate in 34 anni in carcere perché hanno confessato.

Altre quattro persone, Pradit Boonsuk, Likhit Suthiphan, Chaiya Deesaeng e Pisut Ma-amkha sono stati condannati a tre anni di carcere, ma le sentenze sono state commutate in due anni dopo aver confessato.

Agli altri tre imputati Ubon Saentaweesuk, Supoj Duang-Ngam, e On-Anong Banpachart e’ stata inflitta una condanna ad un anno di carcere, ma le sentenze sono state ridotte a otto mesi dopo che hanno confessato.

I sospettati rimanenti sono stati assolti, tra i quali Thanusil Thanuthong, 52 anni, che è stato ingiustamente arrestato.

Dokchan Thanuthong, 47 anni, moglie di Thanusil, ha detto in un’intervista telefonica che era felice che suo marito sia stato finalmente rilasciato, ma come la sua detenzione abbia influenzato negativamente la sua famiglia.

Ha detto che avrebbe consultato con il marito il suo avvocato al fine di intraprendere azioni legali contro la polizia per l’errore che porto’ all’arresto solo per una fotografia.

Circa 200 camicie rosse si sono presentate per dare sostegno morale agli imputati.

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